Lo stato di digitalizzazione in Italia

Crediti Immagine: Photo by Christopher Gower on Unsplash

In questo articolo proviamo a rispondere a due domande: Qual è lo stato di digitalizzazione nel nostro Paese? Come siamo messi rispetto ad altri Paesi Europei?
Rispondere a queste domande è importante perché sono dati fondamentali che ci aiuta a prendere decisioni consapevoli per quanto riguarda l’attuazione del piano di digitalizzazione all’interno dell’azienda.

DESI – Digital Economy and Society Index

La valutazione del livello di digitalizzazione nei Paesi Europei avviene utilizzando l’indice DESI (Digital Economy  and Society Index). Questo indice è stato creato dalla Commissione Europea e misura i progressi in termini di digitalizzazione dell’economia e della società.

Il DESI si calcola prendendo in considerazione 5 aree principali:

  • Connettività: misura lo sviluppo della banda larga, la sua qualità e l’accesso fatto dai vari stakeholder;
  • Capitale umano: misura le competenze necessarie a trarre vantaggio dalle possibilità offerte dalla società digitale;
  • Uso di internet: misura le attività che i cittadini compiono grazie a internet, connettività e competenze digitali;
  • Integrazione delle tecnologie digitali: misura la digitalizzazione delle imprese e l’impiego del canale online per le vendite;
  • Servizi pubblici digitali: misura la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

Ciascuna di queste aree contiene vari indicatori, raccolti ogni anno per tutti i Paesi europei e misurati in modo appropriato secondo la loro rilevanza. Nel 2018 per esempio, sono stati utilizzati 34 indicatori per la redazione del rapporto DESI.

 

Il DESI in Italia

Secondo il rapporto DESI 2018, aggiornato al maggio 2018, Italia occupa la quarta posizione tra gli ultimi Paesi Europei per quanto riguarda l’indice di digitalizzazione DESI. Praticamente davanti a solo tre Paesi: Grecia, Bulgaria e Romania. Se guardiamo invece i Paesi simili all’Italia per caratteristiche dimensionali e socio-economiche (Regno Unito, Francia e Germania), il nostro paese è molto lontana da questi.

A quanto pare, il rapporto sull’Italia è molto duro rispetto alle dimensioni del capitale umano e l’uso di internet. L’Italia figura al penultimo posto, nonostante lievi aumenti registrati per quanta riguarda gli acquisti online e l’utilizzo di e-Banking. La Connettività è invece l’area in cui si registrano i migliori progressi, grazie anche al potenziamento della Banda Larga.

Precisiamo però, che l’indice DESI ha certi limiti e se non conosciuti, possono generare valutazioni distorte e indurre a decisioni errate. L’indice, infatti, non misura precisamente l’attuazione della digitalizzazione perché utilizza dati non completamente aggiornati e non sempre attendibili. Inoltre, non dà indicazioni utili a chi ha bisogno di comprendere in quali aree investire per migliorare il proprio livello di digitalizzazione.

Come sono stati superati questi limiti? Con lo sviluppo del DMI (Digital Maturity Index), un sistema formato da 118 indicatori (inclusi i 34 che formano il DESI) raggruppati in 4 aree di attuazione della digitalizzazione:

  • Infrastrutture : la diffusione e l’utilizzo di banda larga, fissa e mobile, tra cittadini, imprese e PA;
  • Pubblica Amministrazione: diffusione e utilizzo di servizi di e-Government;
  • Cittadini:  diffusione e utilizzo di strumenti digitali/internet e competenze digitali;
  • Imprese : diffusione e utilizzo di tecnologie digitali nei processi di produzione e vendita di prodotti e servizi.

Ogni area viene studiata in base ai fattori abilitanti (utilizzati nella misurazione degli sforzi e gli investimenti fatti per rendere più digitale l’area rispettiva) e i risultati ottenuti (per monitorare i risultati delle iniziative di digitalizzazione).

DMI in Italia

Secondo DMI, su 28 Paesi Europei L’Italia occupa:

  • Il 25esimo posti per quanto riguarda gli sforzi fatti nell’attuazione dell’Agenda Digitale;
  • Il 24esimo posto se prendiamo in considerazione i risultati raggiunti con le iniziative di digitalizzazione adottate negli ultimi anni e promosse da AgID e dal Team per la Trasformazione Digitale.

Anche in questo caso, l’Italia non tiene il passo con i Paesi simili, continuando a oscillare tra la quintultima e la quartultima posizione. Anche se non cambiato tanto per quanto riguarda la classifica, con il nuovo indice DMI abbiamo la possibilità di saper interpretare meglio i fenomeni che stano alla base di questo posizionamento.

È vero, siamo indietro in termini di sforzi fatti, ma non uniformemente. Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione e cittadinanza digitale c’è ancora molto da fare, ma le azioni intraprese per digitalizzare le imprese e infrastrutture sono in linea con la media europea.

Il DMI consente valutazioni più complete e precise, offrendo una migliore comprensione delle dinamiche di sviluppo e orientamento degli interventi di digitalizzazione.

 

Fonte: Osservatori.net

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