Intervista a Federica Montanari, CEO di YouRevenYou
Negli ultimi anni, l’imprenditoria femminile è diventata uno degli elementi più significativi per la crescita economica e sociale del nostro Paese. Sempre più donne decidono di avviare imprese al femminile nei settori più disparati, portando con sé una visione originale, competenze trasversali e un modello di leadership più empatica e inclusiva.
Ma cosa significa davvero imprenditoria femminile oggi in Italia? Quali sono le sfide, i punti di forza e le opportunità?
Lo abbiamo chiesto a Federica Montanari, CEO di YouRevenYou, realtà di consulenza nel revenue management per il settore alberghiero, che da anni accompagna le strutture ricettive italiane verso un modello di business più consapevole, sostenibile e personalizzato.
Raccontaci un po’ di te: qual è il percorso che ti ha portata dove sei oggi, alla guida di YouRevenYou?
“YouRevenYou nasce da una visione precisa e da oltre vent’anni di esperienza nell’hospitality e nel revenue management. Il progetto è nato per superare i limiti del modello tradizionale, puntando su un approccio più umano e su misura: il Revenue di Valore.
Fin dall’inizio, l’obiettivo è stato rendere ogni hotel unico, lavorando a progetti tailor made per valorizzare l’identità di ogni struttura e puntare ad aumentare i profitti uscendo dalla guerra dei prezzi.
La pandemia è stata un punto di svolta e una grande sfida: invece di frenarci, abbiamo reagito subito con lucidità e metodo, sviluppando previsioni numeriche personalizzate per ogni cliente, aiutandoli a prendere decisioni rapide ed efficaci, grazie all’interpretazione dei numeri. Questo approccio ha reso possibile una reinvenzione totale del modello di business aziendale.
Durante il periodo più buio, abbiamo rifiutato il panico e abbracciato il cambiamento: ho formato un team resiliente e, dopo tanto studio e sperimentazione, siamo riuscite a dimostrare che, se si comunica bene il proprio valore, il cliente è disposto a pagare di più.
Con YouRevenYou dimostriamo che ciò che vende è la percezione del valore, il posizionamento e la capacità di differenziarsi. Il nostro metodo continua a guidare tanti albergatori in tutta Italia, in un percorso verso consapevolezza, autonomia e profitto duraturo, con visione e metodo.”
Se dovessi descrivere con tre aggettivi il tuo lavoro, quali sarebbero?
“Appassionante, innovativo, creativo.
Il turismo è uno dei settori più vitali e dinamici del nostro Paese. Secondo una recente analisi del Ministero del Turismo, l’Italia si posiziona al terzo posto nel mondo per la ricerca di strutture ricettive sul web. Un dato che conferma ulteriormente il forte interesse – sia nazionale che internazionale – verso le nostre eccellenze e il patrimonio culturale.
Questo si traduce in un’ampia e variegata offerta di strutture ricettive, che ogni giorno devono affrontare nuove sfide e restare competitive in un mercato in costante evoluzione. Lavorare in questo settore richiede flessibilità, capacità di lettura dei trend e una visione originale per ogni progetto: è proprio questo che rende il mio lavoro così stimolante.”
Gender Gap: qual è la situazione nel settore dell’hospitality?
“Nonostante le donne rappresentino oltre la metà della forza lavoro (52% in Italia e il 67% in Europa), nei ruoli dirigenziali sono ancora una minoranza: solo il 28,7% in Italia, mentre il 34% in Europa.
Fortunatamente negli ultimi anni sì è assistito sempre di più ad una crescente presenza femminile in ruoli chiave: dalle direttrici di struttura alle responsabili commerciali, fino alle formatrici e alle imprenditrici. Il nostro settore sta diventando innovativo anche in ambito sociale e professionale, grazie a nuove forme di leadership al femminile.
In questi anni ho avuto il privilegio di dialogare con numerose imprenditrici e professioniste di rilievo nel mondo dell’hospitality. Da questi confronti ho tratto molto: prima di tutto, la consapevolezza che questo settore ha oggi più che mai bisogno di visione, di nuovi modelli e di idee fresche.
Per questo, il 28 luglio 2025 prenderà il via un progetto a cui tengo profondamente: una serie di interviste alle donne che, con coraggio e innovazione, stanno contribuendo a trasformare in meglio il nostro settore.
Hai mai usato bandi o incentivi dedicati all’imprenditoria femminile? Se sì, quali?
“Abbiamo sempre scelto di investire e sviluppare i nostri progetti con le nostre risorse. In passato abbiamo vinto un bando europeo per l’imprenditoria femminile, ma abbiamo preferito non accedervi per mantenere piena libertà strategica e operativa in linea con la nostra vision.
Crediamo fortemente nella sostenibilità del nostro percorso, ma riconosciamo quanto possano essere preziosi strumenti come i contributi a fondo perduto per l’impresa femminile del 2025, soprattutto per chi è all’inizio.”
Il tuo team è in gran parte al femminile, quali sono i vantaggi che hai ottenuto da questa scelta?
“Non è stata una scelta pianificata, ma uno sviluppo degli eventi avvenuto in maniera piuttosto naturale. Delle donne amo la sensibilità, l’empatia, lo spirito con cui sfidano gli ostacoli e mirano con decisione a raggiungere gli obiettivi. Determinazione, voglia di rivalsa e di affermarsi, che arricchisce ogni progetto.
Ognuna, grazie al suo lavoro, può esprimere la propria identità liberamente e trovare il proprio spazio sociale e professionale, tutto senza rinunciare alla sfera personale e familiare. Questo è il vero equilibrio e la mia sfida quotidiana.”
L’imprenditoria femminile rappresenta sicuramente un fattore chiave tanto per la crescita economica quanto per l’innovazione sociale. Quali difficoltà hai incontrato in questi anni e come le hai affrontate?
“Il sistema economico e normativo italiano non è ancora pronto a sostenere davvero le imprese femminili. Temi come la maternità, ad esempio, restano poco tutelati: il tasso di natalità è solo 1.25 in Italia (contro 1.53 in Europa).
Manca un supporto strutturato per conciliare vita privata e carriera, sia per chi è a capo di un’impresa, sia per i dipendenti. In YouRevenYou, oltre alla maternità facoltativa e alla possibilità di rientrare con formule part-time, offriamo flessibilità grazie allo smart working, ma servirebbe un impegno maggiormente strutturato da parte delle Istituzioni.
Solo attraverso azioni mirate e politiche realmente inclusive sarà possibile costruire un ambiente di lavoro più equo, che valorizzi il talento e le competenze di tutte le persone, indipendentemente dal genere.”
Quali consigli daresti ad altre donne che vogliono intraprendere un’attività imprenditoriale nel tuo settore?
“Il mio consiglio è di partire dalla propria visione e perseguire con tenacia e determinazione i propri sogni, senza lasciarsi bloccare dalle politiche economiche e dai grandi ostacoli tecnici. Chi intraprende un percorso imprenditoriale deve avere una mentalità positiva e guardare sempre avanti, trasformando gli aspetti negativi in nuove opportunità o sfide, con spirito pratico e atteggiamento proattivo.
Il Made in Italy è da sempre stato forte grazie alla capacità creativa e alla visione del singolo. Questo si basa su un solido tessuto artigianale che, se guidato da una mente imprenditoriale più strutturata, può continuare ad essere un motore di crescita e far prosperare la nostra Italia.”
Vuoi anche tu avviare la tua impresa femminile?
L’imprenditoria femminile rappresenta oggi una chiave di cambiamento per l’economia e la società italiana. Che tu voglia avviare una nuova attività nel turismo, nell’hospitality o in qualsiasi altro settore, è il momento giusto per trasformare la tua visione in un progetto concreto.
Scopri quali agevolazioni per imprese femminili sono attive nel 2025, come accedere ai finanziamenti a fondo perduto e quali risorse possono aiutarti a costruire un’impresa solida e sostenibile.
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Articolo scritto in collaborazione con Federica Montanari, CEO di YouRevenYou.