Transizione digitale di una PMI: perché e come farla

Indice

Ultimo aggiornamento: 02 settembre 2022

Gli strumenti per l’Innovazione Aziendale

La transizione digitale ed ecologica è un percorso necessario per le PMI per restare sul mercato.
Il problema è che molte aziende, ancora oggi, non sanno esattamente cos’è la digitalizzazione aziendale.
Sono ancora troppi gli imprenditori convinti che digitalizzare significhi solo convertire i documenti cartacei in file elettronici da conservare dentro il computer. Ancora di più quelli che pensano che modificare il proprio modello di business per adeguarlo alle nuove tecnologie sia solo un costo, per di più superfluo, e non anche un’opportunità e un investimento. .

Il che, probabilmente, spiega perché le Piccole e Medie Imprese italiane siano in fondo alla classifica della digitalizzazione a livello europeo.

Piccole e medie imprese: ossatura economica del nostro Paese
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In Italia ce ne sono più di 200mila e, da sole, contribuiscono al 40% del fatturato complessivo, ovvero al PIL del Paese. Eppure, stando alle ultime rilevazioni statistiche, il loro livello di digitalizzazione è al di sotto della media europea.

Questo è dovuto, per un verso, a scarsa volontà di innovare fino al disinteresse in certi casi («Abbiamo sempre fatto così…»); dall’altro alle difficoltà oggettive: il percorso di digitalizzazione è lungo, complesso e costoso.

Non demordere, siamo qui per renderlo facile e percorribile!

Innovazione aziendale: una strada obbligata
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Non è solo questione di opportunità straordinarie, ma di mera sopravvivenza aziendale: soprattutto le piccole e medie imprese oggi devono muoversi in un mercato sempre più competitivo, affollato e in continua evoluzione.

Vale per le aziende quello che Darwin ha teorizzato per le specie animali: «non sopravvivono le più forti, ma quelle che sanno meglio adattarsi al contesto».

Se tu non sei uno di quelli dell’«abbiamo sempre fatto così» e sei deciso ad intraprendere la strada, difficile ma entusiasmante, della transizione digitale, devi sapere che essa implica una – quasi – rivoluzione nell’organizzazione aziendale: occorre rivedere completamente strategia e processi produttivi.

Non c’è alternativa: solo così è possibile sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia in modo da aumentare le performance aziendale, migliorare il prodotto, raggiungere nuovi mercati, rendendo i processi aziendali più fluidi, efficienti e veloci.

Trasformazione digitale delle PMI: come si fa?
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In concreto, innovare il proprio modello di business significa avviare un processo che vede la messa in campo di una serie di azioni conseguenti e concatenate tra loro finalizzate a:

  • controllo e organizzazione;

  • pianificazione;

  • finanziamenti;

  • verifica;

  • espansione.

Controllo di gestione e organizzazione
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È la base da cui parte il processo: controllo di gestione, contabilità in casa, organigramma aziendale, organizzazione dei processi, software gestionali (ERP) per il magazzino, i progetti e le commesse.

Significa:

  • avere il controllo di ciò che accade in azienda;

  • essere padroni dei propri numeri;

  • capire in tempo reale se ci sono perdite o guadagni sui prodotti o i progetti venduti ai clienti;

  • se si stanno sprecando soldi e tempo in attività improduttive.

Organigramma aziendale esempio
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Di seguito, ti lasciamo uno schema di un organigramma aziendale base. Ogni reparto deve funzionare con processi ben definiti, di qualità e misuratori specifici (KPI aziendali).

Quali sono i principali settori/uffici aziendali?

  • CEO – Amministratore unico o delegato

  • DAFC – Direzione Amministrazione Finanza e Controllo

  • DTO – Direzione Tecnica Operativa

  • DCM – Direzione Commerciale e Marketing

  • R&S – Ricerca e Sviluppo

Organigramma aziendale - Sportello Digitale - Organigramma aziendale semplice

Organigramma aziendale semplice- I principali reparti di un’impresa

Pianificazione
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È uno dei maggiori ostacoli, quello che impedisce alle PMI di fare il salto digitale: assenza o scarsità di investimenti in innovazione e progetti di breve periodo non mirati a riorganizzare l’intera struttura aziendale. 

Una programmazione strategica di medio/lungo periodo, al contrario, è necessaria per avviare il processo e garantirgli il giusto tempo di ritorno economico. Per definire gli investimenti e gli strumenti da adottare, occorre elaborare un business plan sia dell’anno corrente che del successivo.

È necessario anche implementare un piano di marketing complessivo (le famose 4P: product, price, place, promotion) che stabilisca le strategie legate alla comunicazione, alla distribuzione, al prezzo, alle eventuali partnership, alla presenza online.

Bandi e finanziamenti
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Molto spesso è qui che casca l’asino: i costi, non solo quelli relativi all’acquisto di strumenti e software e alla promozione, ma anche quelli legati alla consulenza di professionisti esterni (necessari soprattutto all’inizio) o alla riqualificazione del personale (upskilling o reskilling) già presente in azienda.

La buona notizia è che esistono diverse forme di finanza agevolata – incentivi, fondi europei, nazionali e regionali e programmi di accompagnamento – di cui le imprese possono avvalersi, in base al business plan e agli investimenti aziendali previsti.

Insomma, bisogna fare un piano e intercettare i fiumi di soldi che ci sono là fuori! 

Verifica – KPI
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La potenza del digitale sta nel fatto che praticamente ogni azione è misurabile in tempo reale. Di fatto ha reso concreto ciò che Galileo Galilei teorizzava diversi secoli fa:

«Misura quello che può essere misurato e rendi misurabile ciò che non può essere misurato».

In un processo di innovazione tecnologica che si rispetti il monitoraggio continuo è un requisito indispensabile: i KPI (Key Performance Indicator) vanno seguiti costantemente in tutti i reparti aziendali per verificare l’andamento del progetto e mettere in campo gli eventuali correttivi e miglioramenti.

Lavorare senza KPI è come guidare senza guardare il cruscotto.

Espansione ed Export
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Solo a questo punto – cioè una volta implementate le strategie elencate qui sopra – è possibile decidere se avviare o meno le azioni per l’export

Internet ha reso tutto sommato facile e conveniente raggiungere i mercati stranieri anche per una piccola o media azienda che, appena vent’anni fa, non avrebbe avuto né i mezzi né le risorse (umane ed economiche) per vendere all’estero. 

Ma resta il fatto che per raggiungere mercati esteri serve una strategia complessiva molto solida, competenze specifiche, strumenti digitali ad hoc, prodotti all’altezza.

Anche per l’Export ci sono tantissimi bandi e soldi per le imprese. 

Ecco perché è importante digitalizzare
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In estrema sintesi, sono queste le cose da fare per innovare nel concreto il modello di business di un’azienda e metterla al passo coi tempi rendendola più competitiva?

Ti sembra che le cose da fare siano tante e difficili? È così: sono tante e difficili. Non ci sono scorciatoie, pena fare un salto nel buio, sprecare soldi e persino peggiorare la situazione.

Come farsi fare il sito dal cugino o dall’amico. Ti è mai capitato?

Ma per fortuna difficile non vuol dire impossibile, anche se ti sembra di non avere le competenze necessarie. È richiesto, questo sì, un cambio di mentalità da parte di chi fa impresa, unito alla propensione di lavorare con professionisti per farsi aiutare nella transizione digitale. È così che i risultati arrivano.


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